Come avevo già scritto qui, il conservatorismo americano si sta riposizinando su di una linea di politica estera a metà strada tra “realismo” e “isolazionismo” (ora lo dice pure McCain).
In questi giorni s’è dunque aperto un certo dibattito tra i commentatori che fanno riferimento a quell’area culturale che tradizionalmente è più vicina al Partito Repubblicano; particolarmente interessanti, anche e soprattutto perché divergenti, sono quelle di Peggy Noonan e della direzione del Weekly Standard: la prima, editorialista del Wall Street Journal ed ex Speechwriter di Ronny Reagan, ha scritto un articolo in cui sosteneva la bontà della svolta realista incarnata da praticamente tutti i candidati repubblicani, descrivendola come un ritorno alla “sobrietà” del partito che fu di Abramo Lincoln… Continua su DailyBlog
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